Per la cucina di Alfonso Iaccarino e il ristorante Baby non servono grandi presentazioni. Ci abbiamo passato una serata speciale, ospiti di un amico altrettanto speciale. I sapori e gli accostamenti delicati preparati da Iaccarino e dal suo team hanno, nella favolosa cornice dell'Aldrovaldi Palace, un palcoscenico più che degno. Mangiare a ridosso del giardino, con piscina immersi tra fiori e piante, alla luce delle fiaccole, in un ambiente elegante ma fresco, con un servizio impeccabile, un sommelier preparatissimo e cordiale... è un'esperienza che merita di essere vissuta almeno una volta. Ecco i piatti gustati - con qualche imprecisione perché il menu non l'ho memorizzato né si ritrova su Internet - in questa magnifica serata, in cui abbiamo bevuto un Pallagrello bianco Fontanavigna (Terre del principe).
Benvenuto dello chef: parmigiana di melanzane. Libidinosa.
Cernia affumicata con insalatina di pesche

Gli asparagi (selvatici bolliti, fritti e cotti al latte con... tre salsine)

Raviolo di mozzarella di bufala con pomodoro, emulsione di bufala, e salsa al basilico.

Paccheri cacio, pepe e scorfano (splendidi ma senza foto, sigh!.... Comunque il piatto migliore della serata per il sottoscritto).
Pesce spada alla brace su verdura che ora non ricordo con battuto di pan grattato e lavanda.

Dolce: frolla di cioccolato con ricotta e gocce di cacao con sorbetto allo zenzero.

Caffè squisito e ottima pasticceria a chiudere una serata impeccabile.
Una bellissima sorpresa questo delizioso ristorante all'inizio di via Flaminia, a due passi da Ponte Milvio. Ziro fa parte dell'hotel River Chateau ed è diretto dal gentilissimo Paolo Taiani. Ai fornelli Giuseppe Ruotolo, che come ci è stato spiegato è un allievo dello chef Enrico Cosentino. Ci siamo avvicinati a Ziro con curiosità e siamo da subito stati attratti dall'eleganza di un locale che, pur risentendo ancora dello status di ristorante d'albergo (ma ci hanno detto che presto verrà rivoluzionato), si fa apprezzare nel suo gusto classico. Atmosfera dunque molto intima, con il direttore prontissimo a spiegarci la filosofia e le prospettive di quella che sente come una sua creatura e un attento, giovane, sommelier che ben ci ha guidato.
Venendo al sodo: abbiamo mangiato da Dio in un ristorante dall'ottimo rapporto qualità prezzo. Ziro ha infatti due menu degustazione , carne o pesce, a 38 euro (alla carta stiamo sui 43-45). La strada è, a mio parere, quella giusta: un locale accogliente, un servizio cordiale, attento e che trasmette passione, uno chef giovane, con tanta grinta e tante idee che emergono in piatti ricchi, mai banali, con bei giochi di cotture e consistenze e con materie prime che ci sono sembrate di assoluta qualità. E quattro portate a questo livello per 38 euro non le ho trovate, finora, da nessun'altra parte a Roma. Per l'occasione ci hanno anche modificato il menu, soddisfando la mia curiosità con due mezze porzioni di secondo (alla fine è stato come mangiare un piatto in più... che non è male!). Abbiamo bevuto un Casavecchia Centomoggia 2004 IGT Terre del Principe (40 euro). La nota di classe sta nel fatto di esserci alzati da tavola senza quella fastidiosa pesantezza che spesso si accusa dopo certe ghiotte mangiate (dopo 5 piatti, più benvenuto e predessert).
Un benvenuto delicato e molto... giusto, all'insegna della leggerezza (salmone e mela):

Iniziamo a fare sul serio con il petto d'oca affumicato con valeriana, arancio, olive e spuma di ricotta di bufala. Gustoso, peccato solo che i sapori emergano, come dire, troppo alla fine, un piatto che ti fa aspettare un po' per farsi apprezzare davvero.

Sapori antichi e decisi nei mezzi paccheri di Gragnano con maialino e mandarino su crema di finocchio. Avrei chiesto il bis, davvero squisita la crema.

E veniamo ai due mezzi secondi, belli abbondanti. Iniziando dalla coscia di coniglio con cannella e cacao e puntarelle al pepe di sechuan. Modestissima opinione: il miglior piatto della serata. Sapori equilibrati, cottura della carne eccezionale.

Ottima anche la tagliata di manzo in tempura di Aglianico su polenta lenta e germogli.

E siamo ai dolci. Di una delicatezza impressionante la mousse alla liquirizia con zuppa di cocco e sorbetto all'ananas. Perfetta la mousse, la freschezza dell'ananas completa un piatto azzeccatissimo. Ci abbiamo abbinato unpassito Grillo di Donna di Coppe IGT Sicilia.

E per la mia lei che non vuole rischiare e ama farsi coccolare... zuppa alla nocciola calda con sorbetto alla banana su biscotto alle spezie.

Che dire di più, abbiamo completato la cena con due (buoni) caffè, pasticceria dello chef, grappa Berta, e un gentile omaggio di ciambelle al cioccolato per l'indomani mattina. Più di così...
Ziro Bar and Restaurant - River Chateau Hotel
Via Flaminia 520, 00191 - Roma
Tel: 06.33270101
www.zirorestaurant.com
Meglio tardi che mai per una recensione che avevo in cantiere da un mesetto e a cui non potevo proprio rinunciare. Il ristorante Iolanda di Roma, zona Aurelio, è stata un'esperienza davvero entusiasmante. Un posto dove il cliente viene coccolato - ve lo ripetono dall'inizio alla fine - in tutto e per tutto. Una cucina fatta di sapori veri, quasi sempre all'insegna del mare, di mano coraggiosa e di accostamenti intraprendenti ma mai stucchevoli. Il godimento sale anche per la gentilezza dello staff, la competenza del sommelier, l'umiltà, la cortesia e, diciamolo pure, la simpatia dei titolari che dopo la cena passano a salutare.
Il menu - era San Valentino - prevedeva l'accompagnamento dei vini. Appetizer, tre antipasti, due primi, secondo, doppio dolce e sette vini, oltre alla bollicina di benvenuto. 80 euro spesi benissimo. Pani di tanti tipi (se non erro 7) tutti ottimi.
Abbiamo iniziato con un benvenuto fatto di un delizioso panzerotto e una polpettina. Non ricordo di cosa erano fatte, ma la delicatezza della frittura li rendeva entrambi superbi.


Uno dei momenti migliori della serata è stato indubbiamente il primo antipasto. Un crudo di scampi con insalatina di sedano, mele smith e mandorle caramellate assolutamente da leccarsi i baffi. Ad esaltarlo un sauvignon Piere 2005 Vie di Romans.

Buono, seppur dal sapore secondo me un filo squilibrato, il flan di crostacei su salsa speziata.

Brusca accelerazione - per i miei gusti eccessiva - con il torcione di fois gras in crosta di pistacchio con gelato al frutto della passione. Il dolce a metà pasto non mi fa impazzire, ma l'accostamento dei sapori era ottimo. Abbinato a un muffato Arkezia Fazi Battaglia.

Decisi e da me molto apprezzati i tagliolini con carciofi e capesante profumate alla vaniglia. Ci abbiamo bevuto uno Jalé 2006 Cusumano.

Livello ancora più alto per il risotto con astice, agretti e champagne.

Trasparenza di mare, chiusa in un divertente sacchetto e poi aperta in tutto il suo gusto pieno:


Le foto purtroppo finiscono qui. La crostatina con fragoline di bosco e, soprattutto, le favolose bombe di mezzanotte - quattro, sublimi, cremose o cioccolatose, irresistibili - erano troppo buone e non ci hanno dato tempo di accendere la macchinetta. Siamo tornati a casa con una rosa rossa per la mia lei e un gradito omaggio fatto di confettura di zucca e biscotti preparati dalle premurose mani dello chef. Due sole parole: continuate così.
Ristorante Iolanda
Via del Fontanile Arenato, 155/157 - 00163 ROMA
Tel. +39 06 66030551 Fax +39 06 66041905
Non posso che ringraziare pubblicamente chi mi ha fatto scoprire, in uno dei quartieri secondo me più affascinanti di Roma, una delle novità più interessanti della ristorazione romana, un locale carino e una cucina che punta tutto sulle materie prime, onesta ma non banale, e dal rapporto qualità-prezzo molto buono.
Questa è stata la mia esperienza al Cafè Urbana 47, al rione Monti, proprio di fianco al Cineclub Detour. Locale molto accogliente, sviluppato secondo me molto bene, con tavoli - ognuno diverso dall'altro - alla giusta distanza, luci soffuse, arredamento caldo e di gusto. All'entrata piccola bottega di prodotti biologici, che dà subito l'idea di quello che propone il locale. Nel menu, accanto a quasi tutte le pietanze, si trovano i nomi dei produttori, tutti rigorosamente laziali. Noi ci siamo seduti in un tavolino all'angolo proprio di fronte parete di vetro dove opera lo chef Riccardo Raus. Confesso che per me era la prima volta con una cucina davvero a vista e, insomma, è stato già un buon motivo per andarci.
Veniamo al sodo, premettendo subito che abbiamo mangiato divinamente e speso 67 euro (in due). La nostra passione per i salumi e i formaggi ci ha portato a iniziare con un tagliere misto, dove insieme a delle gustosissime salsicce di cinghiale (poco stagionate come piacciono a me) c'erano prosciutto crudo (era del Lazio ma non ricordo il nome...
), pancetta arrotolata e tre formaggi, un primo sale, una caciotta e un pecorino. Eccoli:

Li abbiamo accoppiati con un gustoso sformatino di patate al rosmarino, accompagnato da una (per me ancora più buona) insalatina di puntarelle e coregone affumicato.

Di primo abbiamo scelto i gnocchi alla romana con pecorino e broccoli e i paccheri ripieni di verdure su fonduta di pomodoro.

Non mi aspettavo di trovare tre mega-gnocconi, ma alla prova dei fatti si è dimostrato probabilmente il piatto migliore della serata, con una consistenza perfetta e un gusto deciso senza essere stucchevole. Molto buoni anche i paccheri, ovviamente ripassati al forno. Nel ripieno forte presenza di verza e cavoli, che io gradisco assai. 

Come secondo (uno per due) abbiamo scelto degli involtini di verza con carne macinata. Buoni e sempre molto "sinceri", come il resto della cucina.

Abbiamo bevuto un Zilath Rosso dell'azienda Casale Cento Corvi, consigliatoci dalla ragazza in sala. Un vino di pronta beva, secondo me molto piacevole e dal prezzo assolutamente onesto (8,50). Apro e chiudo una parentesi sul servizio, molto cordiale, assolutamente non ingessato e assolutamente disponibile. Sazi ma non paghi, ecco i dolci:

Millefoglie di pere, ricotta e cioccolato fondente. Che dire, per fortuna che c'è la foto che mi dà una mano perché è stata un'esperienza fantastica assaggiare questa delizia. Pere ottime, ricotta deliziosa e cioccolato fondente in quantità, senza grandi elaborazioni un dessert per me riuscitissimo. Qui sotto, invece, trovate lo strudel di mele con crema pasticcera (la crema mi ricordava quella di mia mamma per quanto era buona).

Ci tornerò sicuramente, mi è rimasto nel cuore.
Cafè Urbana47, Tel 06.47884006
Non conoscevo i tortelli di patate, né la straordinaria ospitalità delle persone che vivono nelle valli del Mugello. Abbiamo scelto di avventurarci in questa zona quasi per caso, era domenica e praticamente tutte le trattorie che erano nei nostri piani erano chiuse. Spulciando la guida del Gambero Rozzo, ci ha colpito un'osteria mugellana, Il Giorgione, che si trova a Sagginale, una minuscola frazione di Borgo San Lorenzo, a circa 40 minuti di strada da Firenze.
Eccoci allora a vagare tra boschi e montagne, strade buie e deserte e quella piacevole sensazione di lasciarsi alle spalle il caos della città e ogni stress. Il Giogione si trova sulla via principale del paese, ed ha un'insegna talmente enorme che sarà impossibile non notarla. E' una trattoria con annesso bar e alimentari. Giorgione è un uomo possente e baffuto, che se ne sta al bar oppure a conversare con i clienti, che affezionati alla cucina della sua osteria vi si recano da praticamente tutto il centro Italia (al nostro fianco avevamo un tavolo di emiliani che erano stati lì anche a pranzo). Ed è ovviamente lui che alla fine fa il conto, anche un po' a occhio, come si faceva una volta, e riscuote i soldi.
Alle pareti della graziosa sala (che è l'unica ma contiene circa 70 coperti) sono appese le testimonianze della lunga storia del locale: titoli di merito dell'Accademia italiana di cucina, articoli di giornale, premi vari e fotografie di famiglia. Entrando in un posto del genere, la cosa che mi ha subito colpito è stata la gentilezza del servizio, una gentilezza autentica, schietta e mai formale, mai ruffiana come spesso capita di trovare. Che dire poi della cena, i tortelli di patate me li ricorderò per sempre, un piatto gustoso e fatto come si deve, con un ripieno morbido e aromatizzato da noce moscato e dei sughi di perfetta consistenza e gusto inequivocabile.

Tagliere di salumi locali con finocchiona soppressata, ciccioli di maiale, aglio e fiori di aglio sottolio. Veramente gustosi.

Crostini con salsiccia, funghi e fegatini. Eccezionali perché, a loro modo, leggeri.

I tortelli di patate, io con il sugo di lepre e la mia ragazza al ragù.
Una parola sola per descriverli, indimenticabili.
Un litro di vino della casa e macedonie.
Conto 20 euro a testa.
Straconsigliato, davvero.
Trattoria Il Giorgione
Borgo San Lorenzo - Loc. Sagginale (Firenze)
Via Belvedere 23
Tel: 055.8490130.
Quattro giorni a Firenze prima di Capodanno e alcune mangiate memorabili. Siamo stati guidati nel nostro tour enogastronomico dalla Guida delle osterie del Gambero Rozzo che ci ha fatto scoprire posti davvero meravigliosi.
Abbiamo esordito all'Osteria di Giovanni in via del Moro. E' il secondo locale del Latini, il titolare di quella che è probabilmente la più famosa osteria di Firenze, che ahinoi era chiusa in quei giorni. E' stata davvero una serata piacevole, sia per la straordinaria gentilezza del titolare e del cameriere, che per l'ambiente, caldo e non eccessivamente formale e, soprattutto, per i piatti. Deliziosi, secondo noi, perché capaci di unire prodotti e preparazioni tradizionale a spunti di freschezza. Dopo un appetizer di frittini misti e un prosecco offerto dalla casa, abbiamo mangiato:

Pici con salsiccia, cavolo nero, pomodori pachino e olive (squisiti ma "impegnativi");

Ravioli con funghi porcini e tartufo nero (perfetti).
A seguire uno strepitoso maialino al forno con patate arrosto e un coniglio ripieno.
Ottimo il dolce, consigliato dal cameriere, una fettona di torta al cioccolato preparata da una signora americana.
Poi, offerti dalla casa, cantucci e vin santo e, per finire, grappa.
Conto sui 60 euro a testa (più caro rispetto a quanto segnalato sulla guida).
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La mitica Fiorentina l'abbiamo mangiata Da Burde, osteria-bar-alimentari un po' in periferia ma dai sapori autentici (è lì dal 1901). Da segnalare la presenza del sommelier Andrea Gori, miglior sommelier toscano dello scorso anno. Per un antipasto misto e una fiorentina da 47 euro (1,4 kg almeno) e una bottiglia di Chianti Classico (non ricordo la casa di produzione), abbiamo speso sui 80 euro in due.
PS: quella sera stavo maluccio e non ho voluto strafare, dunque niente dolci. Ma la Fiorentina era davvero squisita.
***
Il terzo giorno siamo stati a Lucca, e abbiamo pranzato alla Buca di Sant' Antonio (questo locale non lo abbiamo trovato tramite il Gambero Rozzo ma spulciando la Michelin). Posto davvero bellissimo, il calore e il persistente odore di "buono" ci ha sollevato l'animo quando siamo entrati tutti infreddoliti. E' stata una buona esperienza, nonostante alcuni piatti siano risultati (a noi) un po' troppo pesantucci.
Dopo un tortino di zucchine e ricotta, abbiamo mangiato come primi Farinata e pappardelle alla lepre, di secondo cinghiale in umido con polenta e stinco di maiale al forno con patate.
L'ultima cena fiorentina l'abbiamo fatta nel Mugello, e dato che è stata quella che ricordo con maggiore affetto, merita un posto a parte.
Questi i dettagli dei locali sopracitati:
L'Osteria Di Giovanni
Via del Moro 22, Firenze
Tel. 055.284897
www.osteriadigiovanni.it
Da Burde
Via Pistoiese 6/r, Firenze
Tel.055.317206
www.daburde.it
La Buca di Sant'Antonio
Via della Cervia 3, Lucca
Tel. 058.355881
Per motivi che non sto qui a scrivere, e anche per un po' di pigrizia, il blog è rimasto in attivo per tanto tempo. Ora riprende da qui.
Ristorante Giuda Ballerino. Ecco la mia rece (senza foto per improvvisa morte della macchina):
L'ambiente. Locale carino, anche se è tutto in un'unica stanza. E', però, fin troppo "intimo", dato che noi stavamo praticamente allo stesso tavolo con i nostri vicini... Fastidioso, per me che ce l'avevo davanti a due metri, il fatto che la cucina fosse senza porta, con gli odori inevitabilmente invadenti...
Il pasto. Abbiamo scelto il menù da 60 euro (anche se sul sito ce n'erano due -carne o pesce- rispettivamente a a 55 e 50 euro). Comunque la proposta ci è sembrata buona. Eccola:
Appetizer: spezzatino di manzo con salsa di cottura e pure (buono ma decisamente troppo forte come sapore, dato che seguivano tre piatti di pesce);
Cialda di polenta croccante con baccala mantecato, gelato al peperone e spuma al Malvasio (ottimo il baccala, nel complesso buono anche se molto dolce nel complesso, poco contrasto, voto 6,5);
Panzanella con sfilacci di burrata e sgombro caramellato (veramente molto buono, voto 7,5);
Gambero fritto in pasta filo, capesanta in crosta di pistacchi e spuma di mortadella (ottimo, capesanta squisita, voto 8;
Fettuccine al ragout di agnello bianco (con ricotta, ci ha detto il cameriere), pomodori pachino e broccoli croccanti (Interessante la cottura del broccolo, ma piatto nel complesso troppo forte a causa della prevalenza del formaggio: infatti, chiedendo conferma al cameriere, mi ha detto che lo chef aveva messo - sebbene non fosse indicato nel menu - del pecorino per mantecare... pecorino decisamente troppo forte però; voto 6,5);
Cosciotto d'anatra con suo fegato, parfait al melone (ottima la cottura dell'anatra, voto 8;
Selezione di formaggi: ci ha portato tre piemontesi, di cui due caprini, tutti molto poco stagionati; io ho mangiato solo quello al fieno, secondo me passabile, gli altri due erano veramente troppo forti (premetto che è la prima volta che lascio i formaggi in un tagliere, secondo me una selezione dovrebbe avere una gamma di gusti più ampia, voto 5);
Pre-dessert: gelato al panettone con cialda croccante di mandorle (buono);
Gelato al fiordilatte su succo di visciole e cialda al cioccolato con mandorle (buono ma non indimenticabile);
Note dolenti:
Servizio: il cameriere - quello giovane, alto - che ci ha servito è stato inappuntabile bravo, cortese e non invadente. Il contrario del suo collega, meno giovane, che nemmeno sapeva descrivere i piatti e tentava di cavarsela sbrigativamente (su mia richiesta è dovuto persino tornare in cucina a chiedere...); altra cosa spiacevole, perché la odio, è che sempre questo cameriere ci ha portato i via i piatti del primo antipasto quando ancora la mia lei aveva il cucchiaino in bocca... La seconda volta che è venuto a chiedere se avevano finito gli ho risposto "No!" prima ancora che avesse finito la domanda...
Poi la titolare. Al nostro tavolo non è quasi mai venuta, se non per aprire il vino, ed è stata sempre cortese. Non ci è piaciuto, però, un "Finisce?" rivolto alla mia compagna quando aveva il piatto di fettuccine ancora pieno e si stava solo rilassando un attimo...
Il conto: 163,50 euro. I menu erano da 60 euro, il vino da 24 (Gewurztraminer Classico Terlan 2006)... un'acqua da 19 euro? No, niente affatto... Con mia incredulità, leggendo il conto vedo 14 euro per due flute che sarebbero i flute di spumante con cui ci hanno accolto prima dell'appetizer (si poteva scegliere tra uno champagne e un trentino, con la formula 'Un aperitivo per iniziare?' che quasi sempre significa che è offerto). Resto allibito che ce li abbiano fatti pagare e chiedo conferma al cameriere, che puntualmente conferma. Avrei gradito che il prezzo fosse indicato sul menu, dove invece era assente. Certe cose dovrebbero essere esplicite, ma forse c'è anche un po' di ingenuità da parte mia.
Giudizio complessivo: un posto carino, con una buona cucina, con un rapporto qualità/prezzo equilibrato ma non vantaggioso (come riporta invece la guida Gambero Rosso Roma) e con alcune stonature che impediscono, almeno a me, di affezionarmi.
Ristorante Giuda Ballerino
Tel: 06.71584807
Via Marco Valerio Corvo 135
dal 20 gennaio Via applo claudio 346
www.giudaballerino.it
Che nella penisola sorrentina (e in Campania in genere) si mangiasse benissimo lo sospettavo, malgrado non avessi ancora avuto la fortuna di visitare questa terra meravigliosa. Per fortuna (e per la volontà di una fatina di mia conoscenza) ho avuto l'occasione di soggiornare per un weekend abbondante a Massa Lubrense. Con la fatina di cui sopra, e guidati da Fabrizio (che ha collaborato a questo post) e Mariella, insieme al bellissimo Mariano, sono stato al ristorante La Torre di Massa, di proprietà di Tonino Mazzola, meglio conosciuto come "One fire" (andateci e scoprirete perché). Il pittoresco Tonino ci ha accolto con un bel mix di antipasti.
Insieme al classico totani e patate abbiamo assaggiato un'insalata di mare con seppie, polipi, cozze e vongole, un'ottima zuppa di fagioli cannellini con melanzane a barchetta (favolose) e pomodorini freschi, un'immancabile parmigiana (buona e delicata come a Massa non l'avevo mai mangiata) e poi verdurine miste alla piastra. Ricchezza di sapori e di pietanze ma grande leggerezza in tutti i piatti, così ci siamo gustati alla grande anche i primi. Il mio mi ha dato grandi soddisfazioni: paccheri con cozze e patate, rigorosamente in bianco e con un fumetto di tutto rispetto. Davvero un primo super. Gli altri sono andati su invitanti involtini di melanzane fritte con ripieno di linguine al pomodoro fresco.
Come secondo ci siamo tutti andati sul trancio di ricciola alla brace (soffice e gustosa). Il pasto è stato accompagnato da una Falanghina Mustilli 2006 (scelta di Fabrizio). I dolci, per finire. Classici e ben fatti, se ricordo bene dalla donna di casa. Io - come da tradizione - ho optato per il mio adorato tiramisù, a cui ho dato un voto altissimo (9), gli altri sulla panna cotta (a quanto pare molto apprezzata) e sul tortino di fragole. Il conto non lo conosco perché ero ospite e mi hanno trattato come un re, ma fonti attendibili mi riferiscono che il locale è molto apprezzato (infatti era strapieno anche dopo le 23) proprio per l'ottimo rapporto qualità/prezzo. Su questo link tutte le foto dei piatti (meritano):
http://www.flickr.com/photos/10450791@N07/sets/72157601175452143/
Insomma, non vedo l'ora di tornare nella splendida penisola (non solo per il mio palato... ma questa è un'altra storia).
Smanettando su Internet si trova di tutto... questi toscanacci che insegnano come fare la trippa sono troppo forti: http://it.youtube.com/watch?v=ahlWs2-jaBE
Mmm che fameeeee!
Buenas noche...
Per saperne di più: http://homepage.mac.com/gianlucasavini/circoloaraldico.htm
Di ritorno da un weekendino con il mio tesoro, aggiorno il mio diario consigliandovi un posto secondo me molto giusto per l'estate, soprattutto a pranzo: l'insalata ricca Da quel che ho capito è molto conosciuto, e infatti è presente in moltissimi quartieri (trovate tutto sul sito). Io sono stato a quello a Corso Vittorio, a dieci metri dall'incrocio campo de fiori-piazza navona. Fanno queste mega-insalate che ti saziano e ti lasciano soddisfatto, infatti è sempre pienissimo.
Nel menù (probabilmente per i turisti) si trovano anche altri piatti (pasta) ma tutti, o quasi, si abbuffano con le maxi insalate o al massimo vanno sui crostini. Noi abbiamo provato una Imperiale (la più ricca e la più cara...), che comprende: gamberetti, polpa di granchio, polpa di aragosta, funghi, radicchio, insalata verde e salsa rosa. Tutto davvero molto buono e molto gustoso, il pesce saporito e la salsa rosa molto delicata, l'abbinamento coi funghi ci stava benissimo. Il mio tesorino è andata sul classico con una "bufala" e cioè la classica insalata con bei pomodorini pachino e fettone di bufala sopra. Gustosissima anche la sua.
Le insalate le portano già condite (molto delicatamente) e a mio parere fanno bene (se non vi sta bene dovete chiederlo prima). Occhio comunque ai prezzi (nelle foto trovate pure il conto), che non sono bassini (le insalate variano dai 6 agli 8,50) ma che complessivamente direi valgono la qualità del cibo. Il servizio (tutti stranieri, dal Marocco all'India) è gentile pur essendo a dir poco velocissimo. Se volete fare un bel pranzetto senza sfondarvi o una cena fresca io ve lo consiglio vivamente!
Qualche foto: http://www.flickr.com/photos/10450791@N07/sets/72157600987381784/
PS: occhio a chiedere "acqua" perché vi portano quella minerale, mentre se specificate che la volete di rubinetto ve la portano in deliziose bottiglie blu!
L'Insalata Ricca